Ecco cosa si nasconde sotto Villa Torlonia

 In #impronteurbane, La Mia CASA è ROMA

Quella dei bunker e dei rifugi antiaerei è sicuramente una Roma sotterranea che non tutti conoscono.
A Villa Torlonia esistono tre strutture sotterranee realizzate fra il 1940 ed il 1943 per garantire, in caso di bombardamenti aerei, un riparo alla famiglia Mussolini: due rifugi antiaerei (rispettivamente sotto un lago artificiale nel parco e sotto il Casino Nobile) e un bunker (tecnologicamente all’avanguardia) rimasto incompiuto.

Opere che, oltre a costituire importanti testimonianze storiche, rappresentano interessanti modelli di architettura militare difensiva.

L’ultima residenza di Benito Mussolini

Sul finire degli anni Venti dello scorso secolo, il principe Giovanni Torlonia Jr concesse in affitto la sua residenza nobiliare sulla Nomentana alla famiglia Mussolini.

Il Duce, che vi si trasferì con sua moglie (Donna Rachele) ed i figli, non apportò particolari modifiche alla dimora ottocentesca, ma si preoccupò di realizzare alcuni ambienti sotterranei nei quali i ‘prestigiosi’ inquilini potessero rifugiarsi in caso di attacco aereo su Roma.

Il rifugio nella cantina

Il primo rifugio fu realizzato nel 1940, riadattando un ambiente sotterraneo, utilizzato in origine dai Torlonia come cantina per la conservazione del vino, posto sotto il laghetto del Fucino all’interno del parco.

Il rifugio fu dotato di doppie porte antigas in ferro, impianto di filtraggio e rigenerazione dell’aria che veniva azionato a manovella, linea telefonica diretta, luce elettrica.
Le nicchie che un tempo contenevano le botti, accolgono una brandina, un bagno e un piccolo studio.

È comunque una struttura di fortuna, anche perché non fu realizzato alcun rinforzo in cemento armato che potesse rendere questo spazio realisticamente sicuro contro un’azione di bombardamento mirato. Inoltre, per raggiungerlo dal Casino Nobile bisognava percorrere circa 150 metri nel parco.

Il rifugio sotto il Casino Nobile

Il secondo rifugio in ordine temporale è stato realizzato nel 1941, riadattando i locali al piano seminterrato del Casino Nobile, dove si trovavano le cucine, esattamente al di sotto dell’elegantissima sala da ballo.

I locali furono rinforzati con uno spessore di 1 metro e 20 centimetri di cemento armato e dotati di un sistema antigas di filtraggio e depurazione dell’aria.
Però, l’essere posizionato al di sotto dell’edificio, se da una parte agevolava l’accesso al rifugio, dall’altra non lo rendeva un luogo sicuro nel caso di bombardamento mirato sulla villa.

Il bunker nuovo fiammante

Scomodità e inefficienza dei due rifugi antiaerei convinsero Benito Mussolini della necessità di far costruire ex novo (e in fretta) un vero e proprio bunker “a prova di bomba” ed in grado di resistere non solo ad un attacco aereo, ma anche ad uno da terra.

I lavori iniziarono nel 1942 e furono i Vigili del Fuoco a realizzare lo scavo.
Nascosto nel sottosuolo del piazzale antistante il Casino Nobile, ad una profondità di 6 metri e mezzo, il bunker aveva una struttura di forma cilindrica con mura di cemento armato spesse oltre 4 metri.
Vi si accedeva direttamente dal Casino Nobile mediante una ripida scala sul lato orientale del seminterrato ed era dotato anche di un’uscita secondaria e di un’uscita di emergenza, tramite una scala a pioli (non più esistente) all’interno di un pozzetto.

 

Il bunker, però, non vedrà mai la fine dei lavori di costruzione. Mussolini verrà arrestato il 25 luglio 1943 e i lavori saranno abbandonati di lì a poco.
Sia pure incompiuto, senza porte blindate e senza sistema di filtrazione d’aria, fu comunque utilizzato dagli abitanti della villa durante i frequenti allarmi e bombardamenti che si susseguirono fino al 4 giugno 1944.

Nello stesso giorno ed in quello successivo gli Alleati entrarono a Roma. Ma questa è un’altra storia.

 

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