8 eredi per un appartamento [come ho gestito la situazione in mezzo a mille imprevisti]

 In COME LAVORIAMO

Vendere un appartamento ereditato è oggi una realtà molto diffusa, infatti la maggior parte delle persone tende a liberarsi velocemente degli immobili parte di un’eredità. Quella che però potrebbe sembrare una semplice vendita, a volte può riservare sorprese inaspettate ed è proprio quello che mi è successo 4 anni fa a seguito di una telefonata che non potrò mai dimenticare.

Ereditare e vendere un immobile

Il telefono squilla, dall’altra parte della cornetta un mio amico, Antonello. Mi comunica purtroppo di aver perso una zia tanto cara e dopo le dovute condoglianze del caso inizia la mia piccola ODISSEA.

Antonello mi dice:

Zia Anna abitava in zona Monteverde adesso dobbiamo vendere la casa. Te ne puoi occupare tu? “

certo io rispondo e lui mi fredda immediatamente dicendomi, che c’è un piccolo problema… siamo in otto ad aver ereditato l’appartamento!

Tra me e me penso:

“Ma ti pare che per una volta che non mi devo sudare un incarico di vendita mi capita di dover affrontare una vendita che ha come proprietari otto eredi?”

Comunque ringrazio Antonello e fisso un appuntamento per visitare l’appartamento della zia.
Lunedì mattina di buon’ora sono in Via Edoardo Jenner al terzo piano di un bel palazzo classico degli anni 50.

Entriamo in una casa che sembrava a primo approccio un museo, pieno di foto, di soprammobili, ninnoli e centrini, ma comunque ampia e luminosa. Un ingresso molto grande (come da tempo non se ne vedevano più) ma buio, un salone con due finestre da dove la luce riesce a penetrare ed illuminare anche l’ingresso tetro, a seguire tre grandi camere da letto una spaziosa cucina con un tavolo in marmo al centro e due bagni bombardati.

Scesi dall’appartamento io e Antonello andiamo dritti in Viale Aventino 49, dove hanno sede gli uffici di Gruppo Casa RE.
Lì, avremmo visionato tutta la documentazione, anche se l’esperienza degli ultimi 17 anni in questo campo mi suggeriva che qualche documento si sarebbe fatto desiderare.

Dopo aver definito il valore più probabile di vendita, consegnai ad Antonello l’incarico di vendita che mi avrebbe dovuto portare controfirmato. Un’operazione semplice nel caso di una normale eredità, ma quando si ha a che fare con 8 eredi capirai bene che l’imprevisto è dietro l’angolo.

Documentazione di vendita: ecco cosa serve per procedere

A questo punto siamo passati a fare un veloce riepilogo sulla documentazione già in nostro possesso ed ecco cosa abbiamo constatato:

  • Atto di proprietà: Sì
  • Planimetria: Sì
  • Visure Catastali: NO
  • Visure ipotecarie: ovviamente NO
  • APE: NO e non sapeva nemmeno cosa fosse
  • Successione: ancora da fare

Tre settimane ed Antonello ancora non era riuscito a raccogliere la firma di tutti gli eredi. La più ostica era Zia Teresa di Maglie (Lecce). Io ero già pronto a pubblicizzare l’immobile, dopo aver reperito tutta la documentazione ed aver contattato il mio notaio di fiducia per metterlo a disposizione degli eredi per redigere la dovuta successione.
Fu a quel punto che decisi insieme ad Antonello di partire per il Salento per incontrare zia Teresa.

Sapendo che la zia era la più difficile da convincere mi armo di santa pazienza e tiro fuori tutta la mia dote persuasiva per far breccia nel suo cuore e convincerla del beneficio che avrebbe portato anche a lei la vendita della casa romana.
Tra una frisella e una passeggiata ad Ostuni riesco ad ottenere l’agognata firma.

A quel punto con Antonello rientriamo Roma.
Non senza ulteriori difficoltà raccolgo la firma di tutti gli altri eredi.
Mi attivo per presentare la successione aiutato dallo studio notarile. Ci riesco, reperisco tutta quella documentazione che Antonello non mi aveva fornito e finalmente sono pronto per commercializzare l’immobile.

Come ho promosso l’immobile degli 8 eredi?

Un buon servizio fotografico, un testo descrittivo accattivante e l’immobile è pronto per essere pubblicizzato sul sito istituzionale di Gruppo Casa RE e su tutti i principali portali immobiliari.
È così che dopo 45 giorni eravamo con tutti gli otto eredi – compresa zia Teresa arrivata direttamente dalla Puglia con le storiche autolinee MAROZZI – pronti per il rogito definitivo.

Quel giorno in presenza del notaio e con tutti gli eredi l’uno di fronte all’altro ho percepito quanto il mio lavoro fosse stato utile al fine della vendita, perché il mio vero sforzo non è stato tanto quello di mediare tra venditore ed acquirente, quanto quello di mediare tra distanza e reticenza…come nelle migliori famiglie.

Ciò di cui ci si accorge lavorando in questo settore giorno dopo giorno per anni, è l’importanza insostituibile della sensibilità umana. Parlare ogni giorno con persone differenti, ascoltare le loro esigenze e abbattere la loro diffidenza iniziale, mi ha portato a migliorare le mie capacità relazionali e se zia Teresa mi ha accordato la sua fiducia è anche grazie a tutto quello che ho imparato in questi anni di lavoro.

Oggi, Antonello continua a stare tra la mia schiera di amici e non ti nascondo che tre anni fa ho portato le mie bambine in vacanza nel Salento facendo loro assaggiare le friselle di zia Teresa.

Lascia un commento

tempistiche vendere comprare casavendere casa attrice