Come gestire i tempi quando si vende e si compra casa

 In COME LAVORIAMO

Quanto tempo serve per vendere una casa?

E se la casa che devi vendere determinerà la possibilità di acquistarne una nuova, come far coincidere le due cose? Ho deciso di approfondire questo aspetto condividendo con te il racconto di una compravendita da cui ho imparato molto. Infatti una delle cose più preziose del mio lavoro è quella di imparare ogni giorno qualcosa.
Non l’unica, perché il bello e allo stesso tempo il duro del mio lavoro di agente immobiliare è il non sapere chi sarà il prossimo cliente.

È difficile interfacciarsi ogni giorno con persone che non conosco e trattare di un tema delicato come l’acquisto di una casa. Ma non posso negare che è anche uno degli aspetti più stimolanti della mia professione. I clienti di solito sono prima delle voci al telefono, poi un appuntamento sull’agenda e, solo alla fine, persone in carne e ossa. Io invece sono portato a considerare fin dal primo momento i miei clienti come persone. Questo perché la casa è il primo vero mattone di una storia d’amore: una storia d’amore che inizia in 2 ma poi finisce in 3 o più.

Oggi voglio raccontarti una delle situazioni che mi capita spesso di dover affrontare nella vendita di una casa: la gestione dei tempi.

Quando si deve vendere casa per comprarne una nuova è facile lasciarsi prendere dalla fretta e formulare l’offerta per la nuova casa prima ancora di aver venduto la propria.

Ricordo ancora il “temerario” Signor Aldo, di 65 anni e con un solo figlio.
Andato in pensione decise di vendere la propria casa per comprarne una più grande per suo figlio e la sua famiglia che si sarebbe allargata da lì a pochi mesi.
Come si era ripromesso da anni, insieme a sua moglie si sarebbero trasferiti nella loro seconda casa al mare per dedicarsi alla pesca e a alle lunghe passeggiate mattutine sulla spiaggia.

Ci conoscemmo durante un appuntamento visionando un immobile in vendita in zona Appio Latino. Lo ricordo come fosse ieri: casa bellissima, prezzo ottimo, l’unico neo era che per poter acquistare questa casa avrebbe dovuto vendere necessariamente prima la sua, altrimenti non avrebbe avuto i soldi per comprarla.

Andammo in un bar, parlammo a lungo della casa, e gli consigliai per prima cosa di mettere in vendita il suo immobile. Ricordo che gli dissi “Aldo, mettiamo casa tua in vendita prima, uno perché non sappiamo quanto tempo ci vuole per venderla, due non sappiamo le cifre… e se poi non realizziamo il necessario per saldare l’altra? Che fai, perdi i 60.000,00 € di caparra?”
E lui, con tutta sicurezza mi rispose: “Ma tu Luca sei bravo, ce la farai!

La convinzione di vendere casa facilmente

Con la moglie Santina (di nome e di fatto credo, forse un po’ più razionale, ma solo un poco) erano convinti che la loro casa non avesse problemi di vendita, ma io dopo averla vista espressi subito i miei dubbi in merito.

Un piano rialzato, in una zona centrale sì, come prezzo c’eravamo più o meno, ma i tempi erano veramente stretti: avevo 6 mesi!
6 mesi non solo per venderla, 6 mesi per portarla al rogito, quindi tecnicamente si trattava di 3 mesi, con la speranza di trovare chi nei restanti 3 mesi avrebbe rogitato. Insomma, un incastro tutt’altro che semplice!

Foto perfette, annuncio impeccabile, immobile in pubblicità, ma… visite poche.
Trascorsero 15/20 giorni e dopo ogni appuntamento ricordo che Santina mi invitava a risalire per il consueto caffè e con Aldo mi chiedevano come fosse andata la visita, cosa avessero detto, mi davano consigli su cosa dire, ma al di là della cordialità io avvertivo chiaramente la loro preoccupazione crescere e questo non mi teneva certo tranquillo.

Cercavo di non trasmettere la mia apprensione, li tranquillizzavo e gli promettevo che a breve qualcuno lo avremmo trovato, ma ripensando a quei giorni con il senno di poi devo ammettere che non ne ero poi così tanto sicuro.

Casa ferma sul mercato da 2 mesi

Passati i primi due mesi Aldo e Santina di abbassare il prezzo non ne volevano sapere, anche perché abbassandolo non avrebbero avuto abbastanza soldi per comprare dall’altra parte.
Eravamo ufficialmente tutti preoccupati e ricordo bene come Santina mi prendeva sempre da parte dicendomi “fa il possibile Luca, abbiamo dato come acconto tutto quello che avevamo” gli occhi lucidi, il tono della voce bassa per non farsi sentire da Aldo, un po’ più orgoglioso di lei.

Sentii in quel momento tanta responsabilità. Ricordo di essermi guardato attorno: gli oggetti, le foto, i mobili, riuscivo a percepire i sacrifici di una vita intera, i sogni, i ricordi… e dovevo fare qualcosa.
Mancavano circa 3 mesi e oltre al discorso pubblicitario lavorai molto sulla cartellonistica.
Una sera, dopo le 20.00 ero in zona con un tre piedi ad attaccare cartelli.
Non ci crederete, erano le 21.00 circa di un Sabato sera, io mi stavo arrampicato sul tre piedi ad attaccare un cartello, quando mi si avvicinò un ragazzo.

Il suo nome era Simone e mi chiese informazioni sull’appartamento. Simone era un Ingegnere di Terracina, appena sposato, che lavorava alle Poste zona Eur ed aveva bisogno di qualcosa vicino alla metro. La casa di Aldo, era perfetta! Ne parlammo proprio lì, io in tuta (non in veste di Agente Immobiliare) e lui mentre mangiava un panino. Si innamorò della casa, già dalla semplice descrizione.

Il giorno dopo gli mostrai l’appartamento e gli piacque. Tornò con sua moglie (insieme ai genitori di lei e di lui) e si creò una meravigliosa sintonia con Aldo e Santina.
Beh…se la comprò, senza difficoltà e senza dover fare richiesta di un mutuo!
Ricordo la contentezza di Santina e Aldo quando gli portai la proposta, ce l’avevano fatta e tutto era andato secondo i piani.

Ancora oggi sento regolarmente Aldo e Santina, e non perdono occasione per ringraziarmi. La mia soddisfazione più grande in questo lavoro è proprio il sentirmi parte decisiva di un cambiamento. È questo che ripaga ogni sacrificio fatto: di sera, fuori dall’orario di lavoro o attaccando semplicemente un cartello.

La complessità del mercato immobiliare

A volte comprare casa è una decisione più emotiva che razionale ed è questo che porta spesso a compiere scelte sbagliate in fase di vendita o di acquisto.

Ecco perché affidarsi ad un agente immobiliare, quando si compra e si vende casa, riduce enormemente la possibiltà di fare scelte affrettate o dettate dalla nostra emotività.

In fondo, il nostro lavoro è quello di aiutare il cliente passo passo sia nella fase di vendita che in quella di ricerca e formulazione dell’offerta. Azioni che possono sembrare banali a prima vista, ma che nascondono insidie e problematiche per la complessità del mercato immobiliare.

Nel corso della mia esperienza lavorativa ho capito che l’acquisto di una casa può essere paragonato a un viaggio nei ricordi o nei sogni delle persone che hai di fronte. Ed è per questo che ho imparato l’importanza di spostare sempre il focus da quello che la casa rappresenta per me venditore a quello che rappresenta per il compratore.

Non è l’unica cosa che ho imparato, infatti situazioni come quella vissuta con Aldo e Santina mi hanno reso ancora più preciso e determinato nel guidare i clienti nel loro stesso interesse.
A volte infatti “imporre” una scelta con decisione può risultare scomodo, ma ci salva da spiacevoli imprevisti.
E quando vendiamo e compriamo casa gli imprevisti spiacevoli sono l’ultima cosa che vogliamo incontrare sul nostro cammino.

Questo è il mio lavoro ed è quello che faccio ogni giorno per i clienti che si affidano a me. Se stai cercando di vendere o comprare casa sarò felice di confrontarmi con te. Contattami per un primo consulto gratuito.

Nel lavoro e nella vita di tutti i giorni. . .  ANCHE MILLE CHILOMETRI INIZIANO CON UN PASSO.

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