Iuc, Imu, Tasi, Tari ma alla fine della fiera… le solite imposte!

 In MERCATO IMMOBILIARE, Normative

L’infinito balletto delle imposte, che vanno e vengono, cambiano nome e sono ormai un rompicapo anche per i commercialisti più smaliziati. Le tasse sulla casa nel 2014 rimangono sostanzialmente invariate, ma è necessario che il carico fiscale sul “mattone” venga ridotto.

Diminuisce la pressione fiscale?

Alla ripresa delle compravendite nel mercato immobiliare [settore residenziale +4,1%] fa eco il taglio dei tassi Bce ridotti da Mario Draghi da 0.150% a 0,050%, il minimo storico.

Intanto, finite le vacanze è cominciato un periodo “caldissimo” per quanto riguarda le tasse sulla casa e, vista la confusione tra calcoli, aliquote e detrazioni che cambiano da Comune a Comune, ci troviamo ancora una volta in una condizione di incertezza a tentar di capire cosa dobbiamo aspettarci da questo 2014.

Durante l’intero anno ci siamo persi nel continuo balletto dei nomi con i quali le imposte sulla casa sono state battezzate, in realtà alla fine abbiamo scoperto che si tratta sempre delle medesime imposte che ogni giorno cambiavano d’abito.

Ecco infatti che, dopo continui rimbalzi di nomi e proposte, il Legislatore è riuscito a definire la situazione e troviamo i nuovi tributi sulla casa modificati dalla loro veste iniziale. Questo ovviamente non vuol dire che abbiano trovato il modo di diminuire la pressione fiscale sugli immobili o per lo meno per la “prima casa”, ma si è solo riusciti a trovarsi d’accordo sulla denominazione da dare alle varie imposte del panorama casa.

Le principali tasse sulla casa del 2014

  • Iuc: l’Imposta Unica Comunale è la nuova imposta che ingloba tasse e tributi dovuti, in relazione alla casa (IMU) e alla produzione di rifiuti (ex Tia e Tarsu e TARES). L’imposta è composta da più parti: l’imposta IMU sul possesso di immobili (escluse le prime abitazioni), la tariffa TARI sulla produzione di rifiuti e quella TASI, che copre i servizi comunali indivisibili, con una quota anche a carico dei locatari. La IUC è dunque una Service Tax composita, che si paga sia rispetto al possesso di un immobile sia alla sua locazione, applicabile tanto ai proprietari quanto agli inquilini.
  • Imu: l’Imposta Municipale Unica si paga su tutti gli immobili, ad eccezione di quelli utilizzati come abitazione principale, ed ha sostituito sia l’Ici, sia l’Irpef. Quest’anno i proprietari di prime case non devono più pagare l’Imu che è stata sostituita dalla Tasi. Continuano a pagarla i proprietari di immobili accatastati come A1, A8 e A9 anche se utilizzati come abitazioni principali ed anche i proprietari di seconde case.
  • Tasi: il tributo sui servizi indivisibili, ed è l’imposta locale che va a coprire i cosiddetti servizi indivisibili, come ad esempio la manutenzione delle strade oppure l’illuminazione pubblica. E’ la tassa che tecnicamente ha sostituito, per le abitazioni principali, la vecchia Imu.
  • Tari: è un’imposta che si paga per la raccolta e la gestione dei rifiuti. Essa si verserà in base ai metri quadrati della propria abitazione e in relazione al numero dei residenti che la abitano.
  • Cedolare secca: è l’imposta sulle locazioni che, dal 2011, ha sostituito l’Irpef sui redditi da locazione, l’imposta di registro e l’imposta di bollo. Nel 2014 è stata ridotta dal 15 al 10% l’aliquota sulla cedolare secca da applicare sui contratti a canone concordato.
  • Tassa di scopo: l’imposta che consente ai singoli Comuni di richiedere ai propri cittadini un contributo per scopi specifici, come ad esempio la realizzazione di un’opera pubblica.
  • Tefa: il tributo per l’esercizio delle funzioni ambientali è un’addizionale sulla Tares destinata alle Province, che si applica in percentuale sull’importo della componente rifiuti della Tares.
  • Tassa di registro sul contratto di locazione: l’imposta che, assieme ai bolli, si paga all’Ufficio del Registro quando si stipula un contratto di affitto, a meno che non si scelga la Cedolare secca.
  • Irpef: i redditi derivanti da locazione di immobili sono soggetti a tassazione Irpef.
  • Imposta di registro: è l’imposta che si paga allo Stato al momento dell’acquisto dell’immobile ed è proporzionale al valore dell’immobile, secondo certi coefficienti stabiliti dallo Stato.
  • Imposta ipotecaria e catastale: è una tassa che si paga allo Stato in seguito a volture catastali e trascrizioni, iscrizioni e variazioni nei pubblici registri immobiliari, in proporzione ad aliquote stabilite dallo Stato.
  • Iva: è la tassa che si paga allo Stato se si acquista l’immobile da una impresa.
  • Tassa sui passi carrabili: è l’imposta che si paga al Comune per accedere dalla proprietà privata alla strada comunale con l’automobile.
  • Tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche: sono i tributi locali che vengono applicati nelle città.
  • Ivie: è l’imposta sul valore degli immobili all’estero.

Il carico fiscale sul mattone

Dunque dal mese di settembre a metà dicembre sia i proprietari che gli inquilini hanno una serie di scadenze fiscali da rispettare, ma è necessario che il carico fiscale sul “mattone” subisca una netta flessione!

L’Osservatorio Nomisma preannuncia la lunga e tortuosa ripresa del mercato immobiliare e già rileva una lieve ripresa delle compravendite del mercato residenziale delle grandi città. Tuttavia il valore economico delle case ha subito un forte calo dovuto, oltre alla crisi ed al crollo della domanda abitativa, anche al deciso aumento della tassazione. E questa situazione, ovviamente, ha avuto delle ripercussioni molto negative anche per le attività economiche che ruotano attorno al comparto casa.

“Fino a qualche anno fa – osserva Giuseppe Bortolussi Segretario della Cgia – l’acquisto di una abitazione o di un immobile strumentale costituiva un investimento …. ora, chi possiede una casa o un capannone sta vivendo un incubo.”

Ed il tema del prelievo sugli immobili ha da sempre scatenato anche Beppe Grillo, Leader del Movimento 5 Stelle, che nella recente campagna elettorale “imucentrica” ha detto che: “tassare la prima abitazione, a meno che non sia di lusso, va contro i principi costituzionali e addirittura conto i dettami della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani!”

“Capisco l’emergenza, il bisogno dello Stato di rastrellare soldi – ricorda Giuseppe Roma Direttore del Censisma in Italia, da decenni, non c’è nessuno che si occupa seriamente di edilizia residenziale. La politica della casa la fanno i Presidenti del Consiglio e i Leader politici, che hanno ingenerato una terribile confusione su un discorso in realtà molto semplice: la gente risparmia e vuole comprarsi la casa, ed è disposta anche a sborsare qualcosa se il suo immobile produce reddito!”

Intanto l’intero sistema di tassazione italiano rischia di saltare perché sempre più Giuristi sostengono che le tasse sulla casa (almeno sulla prima) sono illegittime e anticostituzionali. Dalle tasse sulla casa lo Stato incamera oltre 50 miliardi di euro l’anno. Sottratti illegittimamente dalle tasche degli italiani. Adesso bisognerà trovare un altro modo per reperirli e ….. che sia legale, stavolta.  Perché, nonostante tutto, l’Italia rimane un di Paese poeti, navigatori e…proprietari di casa: “investire nel mattone, per gli italiani conviene ancora” e a dirlo è l’ultima indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani realizzata dal Centro Einaudi!

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