Cosa succede in città?

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Come stanno cambiando le nostre città? Abituati a interrogarci sulla nostra salute e su quella del pianeta, troppo spesso trascuriamo l’ambiente urbano.

Ma le nostre città stanno affrontando TRASFORMAZIONI importanti: con nuove soluzioni per la sostenibilità e importanti riconversioni, con le riqualificazioni delle periferie ed una maggiore attenzione al ‘verde’, con le sperimentazioni di moderne infrastrutture e servizi per una mobilità sostenibile, con le nuove ‘applicazioni di quartiere’ che abbattono i muri degli appartamenti e mettono in contatto chi condivide lo stesso palazzo, la stessa via, la stessa piazza, la stessa zona.

In attesa che l’ISTAT renda noti i risultati del nuovo Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni – le operazioni di rilevazione partite ad Ottobre sono terminate lo scorso 20 Dicembre – l’esplorazione di METROPOLIS di sei città italiane e un recente rapporto del CENSIS sul cambiamento demografico ci restituiscono una fotografia di giovani famiglie italiane “mobili” che sanno spostarsi da un posto all’altro, da una casa all’altra, da una professione all’altra, in città che stanno cambiando velocemente.

L’era della metamorfosi urbana

Sono i giovani il principale acceleratore del cambiamento delle città: con le loro nuove esigenze, nuovi gusti, nuovi stili e nuovi modi di abitarle.
Più istruiti e più consapevoli, i Millennial – ovvero i giovani compresi tra i 25 e 35 anni – scelgono il centro città per comprare casa, magari piccola perché, se e quando cambieranno lavoro e residenza, diventerà una rendita.

I nuovi stili di vita impongono una revisione sostanziale degli spazi abitativi ed il co-housing è una delle forme di questo nuovo abitare urbano.
Tra le nuove tendenze anche gli hub di ultima generazione che incrociano co-working e co-living. Nuovi contesti in cui convivono: uffici ipermoderni e bistrot, bar e palestre, gallerie d’arte e concept store.

Godere di sapore e colore passeggiando in città

Anche lo Street Foood e la Street Art sono efficaci volani del cambiamento metropolitano.

Il cibo di strada è una perfetta sintesi di questi nostri tempi: soddisfa l’esigenza di mangiar fuori, attingendo alla tradizione “popolare”, con una spesa economica inferiore rispetto a quella di un ristorante, ma senza rinunciare allo stile – spesso in piedi o su mini tavolini – in un’originale scenografia urbana.
A Roma il meglio dello Street Food è un piccolo locale a Testaccio, in un triangolino di pizza bianca farcito a piacere che coniuga: sapore, velocità e prezzi contenuti.

Grazie alla Street Art, affreschi contemporanei animano le nostre città.
Nella Città Eterna, il Grande Raccordo Anulare grazie all’impegno di urban artist italiani e stranieri si sta trasformando in una galleria a cielo aperto: una cronaca per immagini della storia di Roma, con le sue leggende e aneddoti, uno per ciascuno svincolo.
Anche se nelle periferie c’è ancora tantissimo da fare, in zone come Tor Marancia, il Quadraro, San Basilio, nel frattempo, enormi murales che animano i muri del quartiere richiamano l’attenzione di residenti e visitatori.

La voglia di scoprire la città cresce sempre di più

La spinta al cambiamento arriva anche dal boom del turismo metropolitano [in Italia oltre 50milioni di visitatori nel 2017, quasi 13milioni in più rispetto al 2010, Roma +66% in sette anni] che innesta trasformazioni importanti: nuove forme di soggiorno – affitti brevi – grandi eventi e restyling per risultare città sempre più attrattive e accoglienti.

E nella città dei Papi nuove centralità si sono create grazie anche alle culture contemporanee ad esempio quella di cibo di qualità. È il caso del Pigneto, Ostiense e Monteverde, quartieri che incorniciano il centro storico, in cui negli ultimi anni l’offerta gourmet ha creato una circolazione urbana che prima non esisteva.
Così come i Parioli o Ponte Milvio, cuori nord della movida.
Quartieri con una variegata offerta di strutture ricettive e che stanno riscoprendo la loro vocazione ‘green’.

In città si riconverte, ma si riutilizza anche

Tra palazzi centenari e celebri monumenti, ci sono luoghi che in città hanno avuto una seconda chance.
Architetture abbandonate per decenni, come fabbriche, caserme, depositi e garage, sono riportate a nuova vita per essere riutilizzate con eventi e manifestazioni.
Nuovi centri di aggregazione, aperti a tutti.

A Roma, dopo l’ex caserma Guido Reni al Flaminio, si sta lavorando alla riqualificazione di tre rimesse dell’Atac rispettivamente a Prati, San Paolo e Tuscolano nel rispetto dello stile architettonico.
Storie simili a quella di Testaccio che, con la zona dell’ex Mattatoio, è il luogo simbolo della trasformazione degli spazi, dell’innovazione culturale e della convivialità romana.

Cosa succede in città? In città, anche dove sembra tutto inesorabilmente fermo, in realtà tutto si muove, solo che non ce ne siamo ancora accorti.

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