Casa, un ottimo bene rifugio?

 In Andamento del mercato immobiliare

L’Istat, lo scorso 1° Febbraio, ha pubblicato un suo report intitolato “la ricchezza non finanziaria dell’Italia” con le stime del valore del PATRIMONIO detenuto da FAMIGLIE, IMPRESE e STATO.
Ventisei pagine che intendono fornire la misura della ricchezza reale degli italiani e la sua variazione negli ultimi 10/15 anni.
Un’informazione quanto mai necessaria per comprendere chi e dove accumula ricchezza nel nostro Paese.
Certo è che oltre l’84% dello stock di attività non finanziarie è costituto da IMMOBILI, abitazioni in primis.

Qual è il patrimonio immobiliare delle famiglie italiane?

La quota del PATRIMONIO RESIDENZIALE detenuto dalle FAMIGLIE continua a crescere, dice l’Istat. Nel 2017 ha rappresentato più del 92% del valore residenziale complessivo, di cui l’81% relativo alle unità residenziali utilizzate come abitazione principale (o seconde case) e il restante 11% costituito da unità detenute prevalentemente a scopo di investimento e di attività di locazione.

Se si considerano i soli immobili residenziali, nel 2001 la quota in mano alle famiglie era del 90% e da allora è sempre risultata in crescita.

Ora, se le famiglie fondano quasi tutto sulle abitazioni, dello stock di IMMOBILI NON RESIDENZIALImolto eterogeneo nella sua composizione, includendo immobili a destinazione commerciale-produttiva e uffici – le quote maggiori (quasi il 55%) sono possedute dalle Società. Dalle FAMIGLIE circa il 30% e l’11% dalle Amministrazioni pubbliche.

Quanto vale il patrimonio immobiliare delle famiglie italiane?

Il valore dello stock di attività non finanziarie è pari a circa 9.500 miliardi di euro. Gli immobili residenziali pesano per il 60% e quelli non residenziali per oltre il 24%.

Stando al report quindi, la maggior parte della ricchezza sarebbe concentrata nel MATTONE.

Secondo i dati diffusi dall’Istat, le FAMIGLIE possiedono quasi i due terzi della ricchezza complessiva pari a 6.302 miliardi di euro e di questi, il 95% circa (5.971 miliardi) sono rappresentati da immobili: l’84% sono abitazioni, mentre gli immobili non residenziali pesano per l’11%.

Oltre alle abitazioni e gli immobili non residenziali, nello stock di attività non finanziarie troviamo gli impianti, macchinari, armamenti, risorse biologiche coltivate, prodotti di proprietà intellettuale, scorte e terreni agricoli.

I beni di capitale fisso (impianti, macchinari, mezzi di trasporto, apparecchiature Ict, mobili, armamenti, software) rappresentano meno del 10% del totale. Le scorte pesano circa il 4%. I terreni agricoli meno del 3%.

La ricchezza immobiliare appartenente alle famiglie

Che il patrimonio non finanziario, ovvero la ricchezza reale, poggi ancora saldamente sul MATTONE è quanto emerge dal report dell’Istat.

L’Italia, come noto, è la Nazione dove oltre l’80% degli abitanti è proprietario della CASA dove abita. E ancora, ma non senza sacrifici, decide di acquistare una SECONDA CASA.

Privilegiando questa forma di risparmio, siamo abituati a considerare l’investimento immobiliare come un’operazione redditizia e consigliabile per garantirci una ulteriore entrata, per integrare modesti redditi da lavoro o da pensione, per assicurare una soluzione abitativa ai figli. Senza contare, che un asset immobiliare è da sempre ‘spendibile’ in banca.

Certo è che eventuali aumenti della TASSAZIONE sulla CASA, correzioni o tagli dei vari BONUS, non incoraggeranno l’investimento immobiliare: un comparto nevralgico della ricchezza del Paese, per il quale non ci resta che confidare in una maggiore attenzione del Legislatore.

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