Legge di Stabilità 2016: meno tasse per tutti. Ma davvero?

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E con l’arrivo dell’Autunno ha iniziato il suo iter anche la Legge di Stabilità 2016, denominazione à la page della tradizionale Manovra Finanziaria.
Approvata Giovedì 15 Ottobre dal Consiglio dei Ministri, che si è riunito a Palazzo Chigi sotto la presidenza di Matteo Renzi, passerà al vaglio del Parlamento per essere finalmente inviata nella sua versione definitiva al Presidente della Repubblica.

Secondo quanto stabilito dal calendario del semestre europeo, la manovra è stata contestualmente trasmessa alla Commissione UE. Bisognerà ufficialmente attendere ancora due settimane, ma pare che l’Italia otterrà il via libera di Bruxelles. Si tratta di indiscrezioni che danno, però, forza al Governo alle prese con le scontate critiche dell’opposizione e con quelle, meno scontate, della minoranza interna Pd.

Da un minimo di circa 27 miliardi di euro, a un massimo di circa 30 miliardi, è questo il valore della Legge di Stabilità per il 2016.

Sono quattro i principali pilastri della manovra che cambieranno le regole economiche del nostro Paese: da un importante riduzione delle tasse a un piano contro la povertà e la tutela delle fasce più deboli della popolazione, passando per incentivi al lavoro e investimenti per far ripartire il Sud.
Misure che, però, non è ancora possibile leggere in quanto, a otto giorni dal varo in Consiglio dei Ministri, il testo definitivo della manovra non è stato ancora trasmesso al Parlamento.

È la Legge di Stabilità, ma si pronuncia legge di fiducia

Decisamente di buon umore, Matteo Renzi sta illustrando in questi giorni la manovra di finanza pubblica per il 2016. Ribattezzando il provvedimento da «Legge di Stabilità» a «legge di fiducia».

Riconosce, al suo governo, il merito di essere il primo nella storia repubblicana ad aver abbassato le tasse «in maniera sorprendente» e «senza fregature», prima con gli 80 euro, poi con l’Irap, e adesso cancellando la tassa sulla prima casa, che è “la più odiata” dagli italiani!

La novità che forse più di tutte interessa gli italiani, il taglio delle tasse sulla casa

Saranno introdotte importanti misure per la casa: l’abolizione delle tasse sulle prime abitazioni e la proroga del bonus ristrutturazioni, per ridare slancio economico alle famiglie e all’edilizia.

Il nuovo provvedimento cancella la Tasi sull’abitazione principale a eccezione di ville e castelli e l’Imu sulle case di lusso e sui terreni agricoli di proprietà di coltivatori diretti o imprenditori agricoli. Via anche l’imposta sugli imbullonati, per un costo totale di oltre 4 miliardi. Per compensare il mancato gettito, saranno garantiti trasferimenti ai sindaci. Parte del gettito verrà dall’Imu oggi pagata da capannoni e alberghi e che dal prossimo anno verrà girata al fondo di solidarietà comunale.

In nome della “semplicità” l’anno prossimo Tasi e Imu sugli immobili diversi dall’abitazione principale continueranno a convivere e non saranno unificate.

Legge di Stabilità 2016: troppe mistificazioni

Leggendo alcune reazioni alla proposta di Legge di Stabilità varata dal Governo ci sembrano nettamente prevalenti i pregiudizi sui giudizi.
Vari esponenti del mondo democratico e di quello sindacale certificano come «di destra» le misure proposte da Renzi e Padoan.

Individuano quale criticità della Legge di Stabilità l’assoluta assenza di misure per il rilancio della nostra economia; bollano come misura arbitraria e illegittima l’inserimento del pagamento del canone tv nella bolletta elettrica; esprimono forti perplessità anche per l’innalzamento del limite ai contanti finora fissato a 1.000 Euro che passerà a 3.000 Euro. Unica nota positiva è l’abolizione della Tasi.

Che sia «di destra» o «di sinistra», onestamente, non ci interessa minimamente. Quello che ci auguriamo è che comunque con questa manovra finanziaria non ci siano ricadute negative per i cittadini.

Cercasi disperatamente il testo della manovra, e non le indiscrezioni

Nelle prossime ore l’attesa del testo della manovra sembra sia destinata a finire. Pare che il ritardo sia dovuto alla volontà del premier di voler rileggere a Palazzo Chigi con il proprio staff tutte le norme per poter limare il testo fino all’ultimo momento, prima di consegnarlo formalmente in Parlamento e nelle mani di Sergio Mattarella.

Alla fine, c’è chi sostiene che la Legge di Stabilità sia tuttora un testo ancora da scrivere!

Unica consolazione, guardando questa commedia dell’assurdo, è che con il testo ufficiale finalmente conosceremo le vere intenzioni del governo Renzi circa le misure fiscali dedicate alla casa e la smetteremo di tirare a indovinare sulle intenzioni del premier!

Insomma che ben venga la cosiddetta rivoluzione copernicana delle tasse targata Renzi, la scommessa sul futuro, questa voglia di rilanciare la fiducia fra gli italiani, forse andrebbe sostenuta e attesa con fiducia.
Ma ad oggi, comunicati stampa del governo, i tweet di presentazione e i post di Facebook del premier sulla Legge di Stabilità, risultano piuttosto criptici.

Che il premier sia stato volutamente criptico perchè sotto sotto non ha le idee chiare nemmeno lui?

È una possibilità.

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