La Fontana del Pianto

 In #impronteurbane, La Mia CASA è ROMA

Non c’è angolo a Roma che non sia allietato dal suono zampillante di una fontana, per piccola che sia.
Dai simpatici “nasoni” – le caratteristiche fontanelle in ghisa – alle più recenti “case dell’acqua” – erogatori di acqua potabile liscia e frizzante – solo nel centro storico si contano una novantina fra fontane e fontanelle artistico monumentali dalle quali sgorga sempre acqua pubblica.

Con l’edificazione del nuovo acquedotto Felice, nel 1587 a Roma si decide la realizzazione di una fontana, affinchè “anche gli Ebrei avessero refrigerio dell’acqua e abbellimento“, iniziò quindi la costruzione di quella che passerà alla storia come Fontana del Pianto, nello slargo su cui si apriva uno dei cinque portoni del Ghetto ebraico nel rione Sant’Angelo.

L’icona miracolosa

Opera di Giacomo della Portache avvalse della collaborazione dello scalpellino Pietro Gucci – la cinquecentesca fontana di piazza Giudea, prima, poi via del Progresso e attualmente piazza delle Cinque Scole, è conosciuta con il nome del “Pianto” poichè situata davanti all’omonima Chiesa.

Al centro dell’antica Piazza Giudea, la Chiesa di Santa Maria del Pianto: incompleta e senza facciata principale, è così denominata perché all’interno vi è conservata una immagine miracolosa della Vergine che secondo la leggenda avrebbe pianto per un omicidio commesso davanti ai suoi occhi.

Gioiello indiscusso

La fontana è composta da un’elegante vasca allungata, collocata su un basamento a due gradini che ne riprende il motivo.
Al centro della vasca si alza, su un basamento, un largo catino circolare con lo zampillo al centro, sulla cui superficie sono scolpiti quattro mascheroni.

Era collocata vicino al palo dove si faceva “justitia per gli Hebrei” cioè dove si giudicavano i reati commessi dagli ebrei e dove venivano messi all’asta “i pegni che tengono li Giudii“.

Indole vagabonda

Alla fine del XIX secolo, in occasione dei lavori di demolizione dell’antico Ghetto ebraico, la fontana viene smontata e trascorre un lungo periodo nei magazzini comunali.
Solo nel 1930 – per iniziativa del Governatore di Roma Francesco Boncompagni Ludovisi – la Fontana del Pianto riconquista il suo aspetto e la sua posizione originaria nell’attuale piazza delle Cinque Scole, in asse con il portale di Palazzo Cenci.

A ricordo della definitiva risistemazione sul bordo esterno della vasca è incisa l’epigrafe celebrativa.

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