Il misterioso Ipogeo di Via Livenza

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L’elegante quartiere Pinciano fa da cornice ad una delle storie più “bizzarre” di Roma.

Tra via Po e Via Livenza si nasconde un antico sotterraneo «improprio» – anche se non privo di fantasioso interesse – proprio sotto le fondamenta di un palazzo posticcio.
Lungo l’anonima rampa carrabile che conduce ad un garage condominiale si apre un cunicolo umido e oscuro che conduce ad un «enigmatico» ambiente sotterraneo: il misterioso Ipogeo di Via Livenza.

Un segreto nelle viscere di Pinciano

Rimane solo una piccola porzione di quello che originariamente doveva essere un Ipogeo risalente alla seconda metà del IV Secolo dopo Cristo, ornato di stucchi e affreschi.

Un ambiente ellittico accoglie una vasca foderata in coccio pesto alta 2 metri e mezzo, cui si accede scendendo 3 gradini piuttosto alti.
L’acqua sgorgava da una sorgente naturale e convogliata tramite un tubo di terracotta. Il ricambio e lo svuotamento erano assicurati da una sorta di “saracinesca” posta sul lato sinistro.

Sovrastante la vasca, una nicchia che conserva al suo interno un importante complesso di fregi a fresco e ai lati una decorazione a mosaico.

Sotterraneo: pagano, cristiano o profano?

Una straordinaria popolazione di divinità e ninfe, santi e centurioni, animali e amorini – dediti a scene di vita acquatica – animano il misterioso Ipogeo di Via Livenza, sconosciuto ai più.

È proprio la scenografica decorazione di questo “curioso” ambiente ad aver suggerito le più disparate interpretazioni sul suo possibile utilizzo.
Con logica e lucidità c’è chi ipotizza si tratti di un ‘vascone’ termale; chi invece suppone si possa trattare di un battistero cristiano.
Ipotesi più bizzarre favoleggiano su un luogo di incontro degli adepti – di varie sette – dediti alle arti magiche piuttosto che a culti misterici.

L’ipotesi giusta per non scontentare nessuno

Fra le tante ipotesi, la più accreditata è questa: nei pressi della vicina Via Salaria sgorgava al tempo una sorgente d’acqua al cui sbocco fu costruito un ninfeo, affinché i viaggiatori potessero concedersi una sosta rigenerante.
In un’epoca in cui si cominciava a “tollerare” il Cristianesimo, la decorazione “mista” avrebbe avuto l’obiettivo di non scontentare nessun viaggiatore, sia tra i pagani sia tra i cristiani.

Celato sotto i palazzi di Pinciano c’è effettivamente un misterioso Ipogeo e forse molto altro ancora.

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