Quando è il cliente a chiederti di compilare l’incarico di vendita [succede 1 volta su 50]

 In COME LAVORIAMO

Non è sempre così semplice, ma quando è il cliente a chiederti di compilare l’incarico di vendita le cose vanno decisamente meglio. Mi è successo diverse volte e oggi voglio raccontarti uno di questi episodi. Lo faccio perché in questa occasione tutto mi sarei aspettato tranne che un finale del genere…
Sai qual è a mio avviso uno degli aspetti più belli della mia professione? L’imprevedibilità.
Ed ora ti spiego perché aiutandomi con la storia di Stefania e del suo bilocale.

Mai fermarsi alle apparenze

Circa un paio d’anni fa ho fissato telefonicamente un appuntamento di acquisizione in zona Sartorio – non distante dalle Fosse Ardeatine – un quartiere residenziale nel quadrante sud di Roma.
Una telefonata come tante altre, fatta di convenevoli e indicazioni tecniche come l’orario dell’incontro, l’indirizzo, ecc. È proprio così che avviene nella maggior parte dei casi il primo contatto con chi desidera vendere casa.
Così, il Mercoledì successivo, ero in Via Ceruso per l’appuntamento con Stefania.

Sono arrivato come al solito qualche minuto prima del previsto ma all’ora stabilita… di Stefania neanche l’ombra.
A questo punto ho fatto quello che faccio abitualmente: passato il quarto d’ora accademico decido di chiamarla e lei “Oh Brandi mi scusi, ma mi sono dimenticata dell’appuntamento.”
Mi risponde con una spontaneità disarmante e mi sorge il sospetto di aver a che fare con una perditempo ma, senza perdere di vista l’obiettivo, ho fissato prontamente un nuovo appuntamento.

Ricordo però che tornando in agenzia dopo aver preso buca con l’appuntamento mi è venuto naturale pensare “se il buongiorno si vede dal mattino…”. Non ti nascondo che per qualche istante ho anche valutato che forse la proprietaria non era del tutto convinta di vendere l’immobile e questo ha acceso una lampadina d’allarme: starò perdendo tempo?
Per fortuna non ho dato troppo peso a quella sensazione, perché come vedrai tra poco lasciarmi demotivare da quel mancato appuntamento sarebbe stata una pessima scelta.
Ho fissato così un nuovo appuntamento per il Venerdì successivo anche se il timore di non cavarne un ragno dal buco ti confesso che c’era.

Il bilocale verde mela

Arrivato in Via Ceruso però, la prima buona notizia: Stefania mi stava aspettando e così entro nell’appartamento.
Si trattava di un bilocale di 50 mq, al quarto piano di una palazzina per nulla elegante. All’interno soggiorno con cucina a vista, camera e bagno. All’esterno un piccolo balcone. Cinque minuti – a dir tanto – per vederlo.

Ci accomodiamo in soggiorno davanti ad un buon caffè e Stefania inizia subito a scusarsi per il colore delle pareti. Mi spiega che è il risultato di una tinteggiatura verde mela sbagliata perché ‘fai da te’.
Quindi chiedo a Stefania quello che sono solito domandare a ogni cliente: il motivo della vendita e il progetto che voleva realizzare. Questo perchè:

la compravendita di un appartamento non si riduce a una semplice operazione commerciale, ma riguarda sempre i progetti delle persone, le loro scelte di cambiamento e i loro sogni.

E quello che ho capito in questi sette anni di attività come agente immobiliare è che per svolgere davvero bene il mio lavoro, la comprensione di questi elementi (motivo della vendita e progetti) è fondamentale.

Successivamente è stato naturale darci del ‘tu’ e, dopo lunghe divagazioni sulle nostre esperienze di vita, proprio lei mi ha chiesto di iniziare a leggere e compilare l’incarico.

L’incarico di vendita

Per fartela breve, da quel primo appuntamento sono uscito direttamente con l’incarico firmato – e ti assicuro che succede una volta su 50. Non solo Stefania si è fidata di me, ma di fronte alla mia stima sul prezzo di vendita dell’immobile si è dimostrata subito favorevole. Quello che può sembrare un dettaglio, è in realtà un aspetto determinante per la buona riuscita della compravendita. Infatti, è comune trovare clienti con aspettative di vendita che non coincidono con le quotazioni di mercato, nel caso di Stefania la fiducia nei miei confronti e gli argomenti con cui ho motivato la mia quotazione, sono stati elementi che hanno portato Stefania a fidarsi della mia esperienza professionale.

Ora l’immobile era pronto per trovare il suo acquirente e infatti in soli 10 giorni, dopo circa una decina di appuntamenti, ho ricevuto un’ottima proposta.

È così che 3 mesi dopo eravamo dal notaio per la stipula del rogito, infatti Stefania ha accettato di buon grado quella proposta e sbrigati tutti gli aspetti burocratici, eravamo pronti per aiutare Stefania a realizzare parte del suo progetto con la vendita del bilocale di Via Ceruso.

L’imprevedibilità del mio lavoro

Lo ammetto, per me è stata non solo una delle vendite più veloci di sempre, ma anche quella che prometteva peggio stando agli indicatori del primo appuntamento. Parliamoci chiaro, recarsi a un appuntamento, arrivare in anticipo, aspettare il quarto d’ora accademico per poi sentirsi dire come se nulla fosse “mi sono dimenticata dell’appuntamento…” non è una delle sensazioni migliori. E invece l’imprevedibilità del mio lavoro è capace di regalare sorprese, l’ho imparato a mie spese, cambiando anche il mio approccio di fronte a ogni tipo di difficoltà.

Ed è forse anche grazie a questa attitudine che oggi riesco a soddisfare le esigenze dei miei clienti che cercano di vendere e comprare casa a Roma.

Insomma, è proprio vero: mai fermarsi alle apparenze!

4 commenti
  • Fabrizio Costantini
    Rispondi

    Bravo Ale, ottimo articolo!
    Alessandro è un vero professionista: attento, meticoloso e passionale.
    Per me è un grande piacere averlo come collega e poter collaborare con lui. Stiamo mettendo a punto sinergie lavorative proprio perché (e non credo di peccare di presunzione) nutriamo fiducia e stima reciproca…

    • Alessandro Brandi
      Rispondi

      Grazie, Fabrizio.
      Ovviamente ti confermo che la stima è reciproca e che, come già più volte ti ho detto, professionalmente sei semplicemente d’esempio per tutti! Per questo, apprezzo ancor di più le tue parole.

  • Mauro Carbonetti
    Rispondi

    Caro Alessandro,
    grazie per aver condiviso la storia di Stefania e del suo bilocale verde mela… è un piacere essere tuo collega e amico!

    • Alessandro Brandi
      Rispondi

      Mauro, grazie per il commento.
      Sono onorato di essere un tuo collega.
      Apprezzo molto la tua sensibilità, cosa di cui troppo spesso ci si dimentica ed a cui non tutti danno il giusto peso.
      Grazie ancora!!!

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