Imu e Tasi 2017: cosa cambia e chi deve pagare?

 In Normative

E’ iniziato il conto alla rovescia per il tradizionale appuntamento con le tasse sulla casa. Con il rientro dal ponte del 2 giugno parte la corsa all’Imu e alla Tasi.
Ma cosa c’è ancora da sapere? Quali sono le scadenze fiscali? Chi deve pagare? Come effettuare nuovi calcoli e quali le eventuali novità?
Ecco dunque date, regole, esenzioni e sconti previsti, da tenere bene a mente.

Scadenze Imu e Tasi 2017

La scadenza per il pagamento dell’acconto di Imu e Tasi è il 16 giugno, mentre il saldo dovrà essere versato entro il 16 dicembre (in realtà avremo tempo sino al 18 dicembre, cadendo il 16 di sabato).
L’importo da pagare: per quanto riguarda le aliquote restano confermate quelle fissate lo scorso anno, fermo restando la possibilità di ridurre le percentuali, ma non di aumentarle.
Il pagamento di Imu e Tasi può anche essere effettuato in un’unica soluzione entro il 16 giugno.

Attenzione! La scadenza non riguarda chi possiede la prima casa

Imu e Tasi non si pagano per la prima casa (a meno che si tratti di abitazioni di lusso). La legge inoltre prevede specifici casi in cui l’immobile è equiparato all’abitazione principale e pertanto esente dal pagamento delle imposte:

  • unità immobiliari di proprietà di cooperative edilizie assegnate ai soci e adibite ad abitazione principale
  • abitazioni di proprietà di cooperative edilizie assegnate a studenti universitari soci, a prescindere dal requisito della residenza
  • alloggi classificati come sociali
  • la casa coniugale assegnata al coniuge in seguito a separazione, divorzio, scioglimento o annullamento del matrimonio
  • alloggi del personale in servizio permanente delle forze armate, di polizia, vigili del fuoco, a prescindere dalla residenza
  • alloggi del personale prefettizio purché si tratti di abitazione principale non di lusso
  • unità immobiliare, non locata, posseduta da anziani o disabili residenti in istituti sanitari con ricovero permanente, qualora lo stabilisca l’opportuna delibera comunale.
  • una sola abitazione appartenente a cittadini italiani in pensione residenti all’estero, purché non sia data in locazione o comodato d’uso.

Imu 2017: cosa cambia e chi deve pagare quindi?

L’Imu, l’imposta sui servizi municipali, è stata abolita nel 2014 sulla prima casa per i possessori di abitazioni non di lusso.
Pagano l’imposta:

  • possessori di abitazioni di lusso, classificate nelle categorie A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (ville), A9 (castelli o palazzi di eminenti pregi artistici o storici)
  • possessori di seconde case
  • possessori di immobili, terreni e aree fabbricabili a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o diritto di superficie
  • assegnatari della casa coniugale in seguito a separazione, divorzio o annullamento del matrimonio, con l’eccezione dell’abitazione principale
  • concessionari di aree demaniali
  • locatari in caso di leasing immobiliare

Tasi 2017: insomma cosa cambia e chi deve pagare?

La Tasi, il tributo per i servizi indivisibili, è una tassa comunale istituita nel 2014 per finanziare i servizi rivolti alla cittadinanza, come l’illuminazione e la manutenzione delle strade.
Sono obbligati a pagare la Tasi i possessori e gli occupanti e/o affittuari di:

  • prime case di lusso
  • seconde case
  • uffici
  • negozi
  • immobili di impresa
  • fabbricati rurali ad uso strumentale

Esenzione per le pertinenze

L’esenzione Imu e Tasi si applica anche alle pertinenze dell’abitazione principale classificate nelle categorie catastali: C2 (magazzini e locali di deposito come cantine e solai), C6 (stalle e scuderie, garage), C7 (tettoie chiuse o aperte), nel limite massimo di tre pertinenze appartenenti a categorie catastali diverse.

Esenzione per comodato d’uso gratuito a parenti di primo grado

Sia per l’Imu che per la Tasi si applica una riduzione della base imponibile del 50% per le abitazioni principali non di lusso concesse in comodato gratuito tra genitori e figli.

Sconto Imu e Tasi seconde case locate a canone concordato

Agli immobili affittati a canone concordato si applica una riduzione dell’imposta del 25%.

Cosa cambia dunque per questo anno?

Insomma è tempo di pensare alle tasse sulla casa. In un quadro di tributi che cambia praticamente ogni anno, nel 2017 le novità più rilevanti riguardano soprattutto l’esonero dal pagamento sia per la Tasi che per l’Imu. Cambierà poco rispetto a quanto abbiamo già pagato lo scorso anno, la mia è una semplice guida per non commettere errori e conoscere le opportunità a nostra disposizione per risparmiare sulle imposte.

Chi vuole, potrà consultare il sito del Ministero delle Finanze per esaminare regolamenti e delibere delle aliquote Imu e Tasi per il 2017 dei Comuni italiani, pubblicate sino a questo momento nel sito del Dipartimento delle Finanze.

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