Un passaggio segreto nel centro storico di Roma

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Girovagando per le strade di Roma è facile imbattersi in nomi di piazze, vie, vicoli e stradine tanto strani quanto curiosi. Toponimi che raccontano storie, nascondono vicende o riportano semplicemente alla memoria episodi memorabili.

Avete mai sentito parlare della Galleria Sciarra?
Si dice che il nome della galleria derivi dal proprietario dell’edificio il Principe Maffeo Barberini-Colonna di Sciarra che, sul finire del 1800, voleva creare una strada privata che collegasse tutti gli spazi in cui si svolgevano le sue attività, senza dover affrontare il traffico di Roma.

Oggi Galleria Sciarra è un passaggio pedonaledi proprietà privata, ma aperto al pubblico negli orari d’ufficio coperto da una elegante struttura architettonica in stile Liberty, a pochi passi da Via del Corso e da Piazza di Trevi, che incanta chiunque lo attraversi.

Un sorprendente capolavoro architettonico

L’esecuzione del progetto della Galleria Sciarra rientra nei lavori di ammodernamento della città avviati dopo la proclamazione di Roma Capitale d’Italia.

La galleria è stata progettata dall’architetto Giulio De Angelis che ha previsto una struttura a pianta cruciforme, con volta a padiglione nervata in ferro e vetro e le esili colonne in ghisa che scandivano l’accesso ai passaggi tra le strade.

Ma è la decorazione la caratteristica più suggestiva della galleria, con il ciclo di affreschi custoditi al suo interno che rappresentano scene mitologiche e allegoriche, con un’attenzione particolare alla figura femminile.

Al termine dei lavori, nel 1888, nel rione Trevi si poteva ammirare una tra le gallerie più prestigiose della Roma post-unitaria, un vero e proprio gioiello del liberty romano.

La Galleria Sciarra divenne rapidamente un punto di riferimento per la vita sociale e culturale di Roma, frequentato da intellettuali, artisti e membri dell’aristocrazia. La galleria ospitava anche numerosi negozi, caffè, ristoranti e divenne un luogo di ritrovo molto popolare per i romani ed i visitatori della Città Eterna.

La leggenda del fantasma in galleria

Un’antica leggenda metropolitana contribuisce a creare un’atmosfera misteriosa intorno alla Galleria Sciarra che, già di per sé, è un luogo ricco di fascino e di suggestioni.

La leggenda narra che durante i lavori per la realizzazione della galleria, un operaio avrebbe scoperto un tesoro nascosto all’interno delle mura dell’edificio.
L’uomo, che aveva deciso di tenere il tesoro tutto per sé, sarebbe stato inseguito dal fantasma di una donna vestita di bianco che lo implorava di restituire il tesoro alla famiglia Sciarra.

Sembra che l’operaio, ignorando le richieste del fantasma, avrebbe continuato a nascondere il tesoro, ma continuava ad essere perseguitato dalla donna vestita di bianco.
L’operaio si affrettò quindi a restituire il tesoro agli Sciarra e solo allora il fantasma scomparve.

Da quel momento, si dice che il fantasma della donna vestita di bianco appaia solo ai ladri o a coloro che tentano di rubare qualcosa all’interno della galleria.

Un gioiello della Roma liberty da preservare

Si racconta che durante la Seconda Guerra Mondiale, quando Roma era occupata dalle truppe tedesche, la Galleria Sciarra fu utilizzata come rifugio antiaereo dai residenti della zona. Gli affreschi e le decorazioni della galleria furono protetti dai danni della guerra grazie alla presenza di una struttura in legno, che venne costruita al centro della galleria.

In questo modo, la Galleria Sciarra sopravvisse alla guerra, mantenendo relativamente intatto il suo valore storico e il suo fascino artistico, e tornò presto a essere utilizzata come luogo di incontro e di commercio.

È stata restaurata più volte nel corso degli anni per preservarne la bellezza e garantirne la sicurezza per i visitatori.

Uno dei più importanti lavori di restauro è stato effettuato negli anni ’70 del Novecento, quando la galleria era stata chiusa al pubblico a causa della precarietà delle sue strutture e della necessità di intervenire per salvare gli affreschi e le decorazioni.
Un consistente restauro che ha ristabilito l’integrità dell’opera e ha riportato la galleria al suo antico splendore.

“Questo articolo è stato scritto a quattro mani con Chat GPT”

 

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