Scatta la denuncia sui social network… e l’agenzia dell’Aventino mette all’angolo uno dei giganti della telefonia

 In Agenzie immobiliari

In Agenzia i centralini sono bloccati e funzionano ad intermittenza: le mail ufficiali @gruppocasare.it, alcuni servizi web e gli applicativi del gestionale, l’accesso e la consultazione di banche dati, i corsi di aggiornamento professionale in e-learning, le ispezioni ipotecarie, catastali e l’amministrazione … difficile lavorare così.

Un guasto telefonico che sembrava non trovare soluzione e così negli uffici di Viale Aventino di Gruppo Casa RE sono andati in tilt numerosi strumenti di lavoro fondamentali.

La denuncia di Gruppo Casa RE

La rete telefonica non funziona ed il collegamento ad internet procede in modo discontinuo, è la denuncia di Gruppo Casa RE.

Nonostante le ripetute segnalazioni del blocco delle linee telefoniche al servizio clienti, la compagnia non ha provveduto prontamente alla riattivazione del servizio.

Con onestà intellettuale, almeno questo va riconosciuto, la Vodafone stessa ha offerto all’agenzia un mese gratuito di connessione internet, riconoscendo i propri limiti di connettività, ma il punto è proprio questo: come si fa nel 2015 a sostenere una posizione passiva simile?

Poi, è bastato postare il messaggio: CLIENTE VODAFONE??? 6 GIGA DI SFIGA… sui social network, che immediatamente ci contattano i Director of Commercial operations & Digital dell’azienda, comunicandoci che il problema è di estrema eccezionalità e che è stata attivata una “task force”, di Telecom e Vodafone, specifica per questi casi più gravi. In meno di 24 ore la compagnia ha provveduto alla riattivazione del servizio!

«E’ dal 24 agosto che abbiamo segnalato all’attuale nostro operatore telefonico (Vodafone) il guasto e a distanza di oltre 60 giorni permaneva il disservizio.
Dopo un primo intervento, affatto risolutivo, abbiamo contattato quotidianamente il servizio clienti che continuava a non fornire alcuna informazione ne sullo stato di lavorazione del guasto ne su possibili soluzioni al problema. E c’è anche il tempo perso delle segretarie per contattare quotidianamente il servizio clienti e, con esso, la frustrazione per non aver ottenuto il ripristino delle linee telefoniche. Sinceramente ritengo piuttosto grave che un problema si protragga per così tanto tempo, specie per un’agenzia immobiliare, che con la rete telefonica lavora e gestisce il 100% delle proprie attività a servizio dei clienti, con i quali, anche se non è colpa nostra, vogliamo scusarci.
Ad oggi mi chiedo se ripaga di più segnalare il guasto al servizio clienti o far scattare “l’allarme” sui social.» spiega il titolare dell’agenzia Ugo Farina.

Ritardata riattivazione della linea telefonica: risarcimento danno patrimoniale e non

Sono trascorsi ormai tre anni dall’entrata in vigore della delibera dell’Autorità Garante per le Comunicazioni che prevedeva un indennizzo “automatico”, dalla compagnia telefonica, per i consumatori che avessero subito dei disagi sulla linea telefonica, fissa o mobile.

Ma dal 1 aprile 2012, giorno in cui tale delibera è entrata in vigore, di indennizzi automatici non se ne sono visti. Difficilmente la compagnia riconosce fin dal principio la sua colpevolezza e così il consumatore è costretto a rivolgersi al Corecom per ottenere un indennizzo, seppur forfettario, di tutti i disagi patiti.

Il danno sofferto per la ritardata riattivazione della utenza telefonica non costituisce un semplice disagio o fastidio, bensì una vera e propria “lesione di specifici diritti inviolabili della persona”. Una definizione forte, quest’ultima, ma che si avvicina alla realtà dei fatti di un’era dove ormai la “connessione” è la regola numero uno e senza un computer connesso a internet l’uomo si sente ormai fuori dal mondo, oltre che dal proprio lavoro.

Dunque, lo stato d’animo di amarezza e frustrazione e la sofferenza psicologica sofferte dall’utente fino alla riattivazione della linea integrano il danno non patrimoniale da disservizio telefonico.

Secondo la normativa attuale, non ci sono dubbi: l’utente ha sempre diritto al risarcimento del danno per l’inadempimento contrattuale della compagnia telefonica.

Sicuramente si tratterà, innanzitutto, dei danni patrimoniali: danni emergenti (spese vive) e lucro cessante (perdita di chance commerciali).

Intanto per arginare lo strapotere delle compagnie telefoniche la Comunità Europea ha formulato una normativa che stabilisce livelli minimi di qualità nel rapporto tra utenti e gestori di telefonia, prevedendo rimborsi equi in caso di infrazione delle regole. Al momento, tuttavia, la legge non è ancora stata recepita da venti Paesi, Italia compresa.

Qual è il potere dei social network oggi? Immenso direi

«Poter commentare la qualità del servizio e segnalare ogni problema si verifichi, rende i social network uno strumento potentissimo. Qualsiasi informazione, buona o cattiva che sia, passa da un utente all’altro in un modo ed una velocità impensabili fino a qualche anno fa.
Oggi giorno, con l’aiuto dei social network, qualsiasi azienda può divenire molto popolare o perdere completamente di credibilità (e perdere anche clienti). È possibile decretare il successo o la fine di un prodotto!» conclude Ugo Farina.

Rete telefonica, tutte le alternative “riportano” a Telecom Italia?

Adesso ci è chiaro perchè gli operatori telefonici dominanti in Europa, tutti ex monopolisti pubblici (come Telecom Italia da noi) non hanno mai voluto scorporare la rete fissa. Perchè controllandola hanno potuto e possono boicottare la concorrenza in mille modi. E Telecom, con il pieno controllo della linea, può quindi vantarsi di offrire generalmente un’assistenza più veloce e puntuale.

Iniziamo a capire anche la trattativa infinita aperta nel maggio del 2010 dagli operatori concorrenti di Telecom in Italia – Vodafone, Wind, Fastweb e Tiscali – per poter cogestire la rete fissa della ex-Sip. Se da noi la quota di mercato nel “fisso” detenuta da Telecom è ancora del 65% dopo diciassette anni dalla liberalizzazione, qualcosa vorrà pur dire.

Chiamiamola maledizione dell’ultimo venerdì, sì perché il Gruppo immobiliare, che ora sta valutando di tornare all’ovile Telecom, se ne era andato altrove per gli stessi disservizi. Un circolo vizioso, come il Gioco dell’oca…

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