La grande tribolazione del Ddl Concorrenza

 In MERCATO IMMOBILIARE, Normative

Dal 2009, la relazione annuale e le segnalazioni dell’Autorità Antitrust rappresentano la base per la predisposizione da parte del Governo, della Legge Annuale sulla Concorrenza (art. 47, legge 23 luglio 2009, n. 99).

Un impegno, tuttavia, rimasto lettera morta fino all’attuale Governo, cui va dato il merito di avervi finalmente tenuto fede.

La bozza del Ddl Concorrenza

Nel febbraio 2015 Matteo Renzi nel presentare la bozza del disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza, insieme a Federica Guidi Ministro dello Sviluppo Economico, lanciò un messaggio molto netto di apertura e dinamismo che andava tradotto in provvedimenti concreti.

Il Ddl, approdato in aprile 2015 in Parlamento, è ancora in attesa di essere approvato, “mancano le ultime modifiche” si dice ormai da settimane. Intanto il testo, di 878 pagine, cambia continuamente, bersagliato dagli emendamenti: quasi milletrecento quelli presentati fino ad oggi.
Tra emendamenti accolti, ritirati, respinti, assorbiti e inammissibili, il provvedimento varato da Palazzo Chigi più di un anno fa, approvato dalla Camera a ottobre è al momento arenato a Palazzo Madama.

In Commissione Industria al Senato, l’esame del testo è ripreso mercoledì 31 marzo, dopo la pausa pasquale dei lavori parlamentari, e dovrebbe andare in Aula entro metà aprile per poi tornare a Montecitorio.
È proprio nelle stanze del Senato che si sta giocando una partita delicatissima tra il mondo dell’intermediazione immobiliare, ovvero chi si occupa di vendere il mattone e le banche, che l’acquisto degli immobili di solito lo finanziano, concedendo mutui.

Tutto ruota intorno a una norma inserita dal Governo. Di che si tratta?

La norma “spinosa”

La norma in questione prevede per gli istituti di credito la possibilità di acquisire partecipazioni in società di intermediazione immobiliare ma anche di ingegneria, queste ultime tradizionalmente appartenenti al mondo cooperativo. Per le banche si aprirebbe così un mercato, quello del mattone, che da solo vale tra il 15% e il 20% del Pil.

Se la norma, che ha già superato lo scoglio della Commissione, non subisse modifiche in Aula, gli istituti potrebbero dotarsi quindi di proprie società di ingegneria, senza l’obbligo di iscrizione all’albo, con cui gestire in autonomia tutta la filiera del mattone. E dunque costruire, vendere e ristrutturare case, diventando così veri e propri agenti immobiliari. Con la possibilità, infine, di “abbinare” alla vendita della casa un mutuo.

Secondo la Fiaip, la federazione italiana degli agenti immobiliari, che sulla commistione banche-intermediazione immobiliare ha intrapreso da tempo una battaglia con le autorità vigilanti, è necessario vietare la partecipazione delle banche nelle società di intermediazione immobiliare o quantomeno limitare la partecipazione degli istituti di credito, non oltre il 10%, nelle attività delle società aventi ad oggetto l’attività di intermediazione immobiliare.

La norma del Ddl che aprirebbe definitivamente alla Banche il mondo dell’intermediazione, è comunque stata difesa in queste settimane sia dal Governo che dall’Antitrust.

Il Ddl Concorrenza rischia la palude

«Siamo da sempre estremamente sensibili al tema delle liberalizzazioni.
L
’auspicio è che la Legge Annuale sulla Concorrenza sia approvata: aumentare la concorrenza significa migliorare notevolmente la qualità del servizio offerto dagli intermediari immobiliari, favorire l’innovazione della filiera dell’intermediazione e maggiore possibilità di scelta per i clienti.» dichiara Ugo Farina.

L’immobilismo dell’Italia nel Ddl Concorrenza è il simbolo di un Paese che non riesce a togliersi di dosso le incrostazioni di interessi privatistici che tengono in ostaggio la crescita.

E intanto a Palazzo Madama, tra i tanti interessi in ballo e chissà quante pressioni, il provvedimento che entro il 31 maggio va approvato, rischia la palude!
Se va bene, insomma, il provvedimento licenziato dal Governo il 20 febbraio dello scorso anno entrerà a far parte delle Leggi dello Stato a maggio 2016.

Che l’aggettivo “annuale”, nel titolo del provvedimento, sia stato inserito in riferimento alla durata minima del tempo necessario ad approvarlo?
Staremo a vedere.

Lascia un commento

valori collaborazione integrazioneperiscope giulio base quartieri blog