Alla scoperta del quartiere segreto

 In #impronteurbane, La Mia CASA è ROMA

Tralasciando le scenografiche architetture di chiese e anfiteatri, palazzi e fontane, perché non concedersi una visita a musei poco visitati?
Nel rione Pigna, la Crypta Balbi è una delle quattro sedi del Museo Nazionale Romano, la meno conosciuta.

Inaugurato nel 2001, è riduttivo definirlo museo perché è un quartiere che si estende su oltre un ettaro, a 15 metri di profondità, dove è possibile camminare attraverso la storia dall’Urbe dei Cesari fino al Settecento e oltre.

Una lunga passeggiata nella storia

La Crypta Balbi deve il suo nome al Teatro, costruito da Lucio Cornelio Balbo nel 13 a. C., sui resti del quale si sono sovrapposti edifici di diverse epoche.

Vi si accede da un piccolo portone su Via delle Botteghe Oscure e ci si ritrova catapultati in un sito unico al mondo che, dalle viscere della terra alla superficie, ci fa ripercorrere la storia di un intero ‘rione‘ di Roma dalla classicità all’età moderna.

Attraversando corridoi e scendendo vari piani, capitelli e marmi testimoniano l’antico fasto.
È una Roma che non ti aspetti, sotterranea, dove è possibile camminare su una strada romana lastricata e perfettamente conservata, così come si possono ammirare i resti di una calcara dove, riciclando frammenti di monumenti romani, si produceva la calce.

Il vasto cortile interno della Crypta di Balbo, posto sopra un sistema ardito di cisterne sotterranee, è incastonato tra strade e antichi palazzi e così molte finestre e terrazzini privati hanno la fortuna di affacciarsi su questo libro di storia.

Il museo di archeologia urbana

La Crypta Balbi è stata un laboratorio di archeologia urbana dove, per la prima volta a Roma, non si è solo preso in considerazione il periodo romano e imperiale, ma anche tutte le trasformazioni posteriori.

Passerelle e ballatoi offrono interessanti scorci e prospettive sui rifacimenti della città tra l’età tardoantica e il Medioevo.
Un sottosuolo dove si accavallano epoche, si nascondono resti di necropoli o di chiese, si custodiscono affreschi di antichi monasteri o di palazzi nobiliari.

Passeggiare in questo museo significa camminare attraverso la storia, in particolare osservando ciò che rimane dei laboratori artigiani medievali: botteghe di vetrai, falegnami, fornai, che ancora oggi danno il nome alle strade circostanti.

La casa delle Vergini Miserabili

Sono del Cinquecento invece i ritrovamenti che testimoniano la storia delle cosiddette Vergini Miserabili.

Tra la metà del XVI ai primi decenni del XVII secolo gran parte dell’area di questo ‘rione archeologico era occupata dall’edificio del Conservatorio di Santa Caterina della Rosa ai Funari (realizzato sulla chiesa medioevale Sancta Maria Dominae Rosae), conosciuto anche come la “Compagnia delle Vergini Miserabili”.
Il complesso accoglieva le figlie delle prostitute di Roma, che erano tante in quell’epoca (si dice che fossero addirittura un 10% della popolazione di Roma).

Il 25 novembre, nel giorno di Santa Caterina, le ragazze sfilavano in processione verso la Basilica dei Santi XII Apostoli per essere scelte dai futuri mariti.
I resti del corredo di stoviglie di cui ciascuna ragazza disponeva, con il proprio nome inciso sotto i piatti, sono tra i reperti rinvenuti nel corso degli scavi nella Crypta Balbi ed oggi ospitati nel museo.
Anche un lavatoio ben conservato è un importante documento della vita quotidiana delle ragazze.

Insomma, nella Crypta Balbi, dove rimangono ancora tanti edifici da restaurare, la storia si è stratificata davvero.

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