La Chiesa delle Frattaje

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Nel rione Trevi, in un angolo discreto della piazza che ospita le architetture ridondanti della settecentesca fontana di Nicola Salvi, più appartata risulta una chiesa dedicata ai Santi Vincenzo e Anastasio, luogo in cui riposano le viscere di ben 23 pontefici.

Difficile notarla, nonostante il dettaglio “sgargiante” del doppio ordine di colonne corinzie che dal 1646 si ammucchiano sulla sua facciata bianca e che le è valso il soprannome popolare il “CANNETO”.

Precedentemente la chiesa aveva un aspetto più modesto, ma proprio in vista dei lavori di realizzazione di Fontana di Treviper accogliere la mostra, cioè la parte terminale, dell’acquedotto dell’Acqua Vergine in centro città – i progetti di risistemazione dell’intera area hanno coinvolto anche la chiesa dedicata a questi due Santi orientali.

I lavori erano stati commissionati al Cardinale francese Mazzarino, in seguito a debita autorizzazione papale.

Del resto la chiesa era di primaria importanza per le autorità ecclesiastiche visto che, in una cappella sotterranea sotto l’altare maggiore, si conservavano gelosamente gli intestini e organi interni dei corpi dei pontefici defunti, asportati prima dell’imbalsamazione.

A partire da Papa Sisto V morto nel 1590 (finendo con Papa Leone XIII morto nel 1903) con immensa discrezione, nella Chiesa di Santi Vincenzo e Anastasio a Trevi son stati sepolti, chiusi in apposite urne di porfido, gli intestini – chiamati oltraggiosamente dal popolo “sacre budella – dei pontefici.

I “PRECORDI”, si chiamavano – e si chiamano – così queste reliquie.

Quella di imbalsamare i corpi dei Papi defunti e di conservarne a parte gli organi racchiusi nella cavità toracica è stata un’usanza praticata per secoli. È stato Pio X a interrompere la macabra tradizione.

Oggi, stomaci e intestini si trovano al sicuro in un vano nascosto e non visitabile, celati agli sguardi di fedeli, turisti e visitatori nella chiesa di Santi Vincenzo e Anastasio a Trevi che, per questa ragione, si ricorda come la “Chiesa delle Frattaje”.

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Vanessa Cattaneipalazzo zuccari