La casa-museo di Alberto Moravia

 In #impronteurbane, La Mia CASA è ROMA

Tralasciando le scenografiche architetture di chiese e anfiteatri, palazzi e fontane, perché non concedersi una visita a piccoli musei poco visitati?

Una tappa obbligatoria durante una visita della Città Eterna è la casa-museo di Alberto Moravia, dove il grande scrittore del Novecento ha abitato fino al 1990, anno della morte.

La casa con un’intrinseca forza di autenticità

Le Case Museo di Roma ci consentono di scoprire la città attraverso le sue opere e soprattutto i suoi protagonisti e le loro dimore storiche.
Sono residenze private di grandi personaggi dell’Ottocento e del Novecento, capaci di raccontare l’intimità di chi le abitava, di testimoniare un’epoca storica e la cultura della città.

La casa-museo di Alberto Moravia si trova al civico 1 di Lungotevere della Vittoria, all’ultimo piano di un palazzo nel rione Prati.
Dopo aver a lungo abitato in Via dell’Oca, il famoso scrittore e intellettuale si trasferisce in questo moderno appartamento nel 1963. Qui tutto è rimasto intatto come l’ha lasciato lo scrittore al momento della morte. Tavolo in disordine, libri aperti, fogli sparsi.

Memorie e ricordi

La residenza si articola in una serie di ambienti collegati da due corridoi centrali: un salotto con un ampio terrazzo che affaccia sul Tevere, una cucina in stile anni Settanta, una camera da letto e uno studio. Spazi caratterizzati dalla semplicità degli arredi moderni e della sobria personalità del padrone di casa.

Ben in mostra sulle pareti delle stanze e dei corridoi i quadri e i ritratti dello scrittore donati negli anni dai molti amici pittori, che si alternano agli scaffali ricchi di importanti volumi: testi di letteratura italiana e straniera, cataloghi e saggi sulle arti visive, la politica, la psicanalisi e le culture extra-europee, che ne testimoniano i molteplici interessi.

Gli ambienti autentici custodiscono lampade pop anni Settanta, la poltroncina in cui sedeva ogni giorno davanti alla scrivania e la mitica Olivetti 82 (la macchina da scrivere che utilizzava per creare le sue opere), le foto, le maschere e gli oggetti raccolti durante i suoi numerosissimi viaggi intercontinentali.

Un luogo culturale vivace, dove è ancora possibile respirare il grande estro del prolifico scrittore e protagonista assoluto della cultura italiana del Novecento.

Luoghi d’arte e di sentimenti

Al di là dei dipinti del Caravaggio e le sculture del Bernini, tesori artistici che richiamano ogni anno migliaia di visitatori nei più noti musei della capitale, le Case Museo sono autentiche gemme che punteggiano i rioni storici della città, trasformate in musei aperti al pubblico.

Custodiscono al loro interno pareti, mobili e oggetti che parlano di passioni di eclettici artisti e stravaganti collezionisti. Veri e propri tesori d’arte e cultura che testimoniano l’evoluzione del gusto e dello stile nella Città Eterna (e non solo).

A Roma ci sono tante Case Museo. La casa-museo di Alberto Moravia, la casa-museo di Giorgio de Chirico, la casa-museo di Mario Praz e la casa-museo di Giacinto Scelsi sono solo alcune, ma ognuna di loro ha una storia da raccontare.

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