L’effetto CoVID sugli affitti nelle città universitarie

 In Andamento del mercato immobiliare, MERCATO IMMOBILIARE

Gli Atenei si preparano a ripartire con un nuovo anno di didattica in presenza, fatta di relazione, ma sempre all’insegna della sicurezza (green pass obbligatorio, il rispetto di distanziamento e tracciamento, l’uso delle mascherine e del gel igienizzante).
Per migliaia di fuorisede è scattata l’ora di tornare nelle città universitarie.

Calo degli affitti: una novità che ci viene consegnata dalla pandemia

I cartelli nelle vetrine delle agenzie immobiliari e i bigliettini sui portoni indicano che è tutto pronto per la rincorsa alle case in affitto per gli studenti universitari fuori sede oppure alla camera in alloggio in condivisione.

Secondo un’analisi del Centro Studi di Immobiliare.it, condotta nelle principali città universitarie, quest’anno in Italia ci sarebbe un’inversione di tendenza: prezzi più bassi per le stanze dopo anni di rincari.
Per effetto delle lezioni a distanza il costo medio di una singola è sceso del 9%. E un calo ancora maggiore (-11%) si registrerebbe per le doppie che però, causa CoVID, sono meno richieste.
Insomma dopo anni di rincari, per la prima volta quest’anno nelle città universitarie gli studenti fuori sede potranno risparmiare un pochino (il 2,5% in media rispetto all’anno scorso) per stanze e appartamenti che spesso sono veramente molto cari.

Ma trovare la casa giusta resta impegnativo e anche il calo dei prezzi, avvertono gli esperti, è transitorio.
Perché nel ritornare alla normalità che conoscevamo, quella ante CoVID, ci renderemo conto che l’offerta abitativa rimane comunque scarsa rispetto la sua domanda.

La geografia dei costi

C’è un calo medio del prezzo degli affitti del 10% circa ed è sicuramente aumentata l’offerta.

Nelle città, svuotatesi di turisti e lavoratori (in molti restano in smart working), anche la domanda degli studenti universitari fuori sede non è aumentata, anzi si è leggermente contratta, perché molti sono rimasti a studiare nell’Ateneo vicino casa oppure hanno continuato a frequentare da fuori sede a distanza.
Questo ha portato ad un livellamento dei prezzi verso il basso, ma la forbice continua ad essere impegnativa.

Ad esempio, se si vuole studiare a Milano, una singola costa mediamente poco meno di 500 euro, se si vuole studiare a Catania invece siamo intorno ai 250 euro. Questa è un po’ la forbice: il prezzo medio si aggira intorno ai 330 euro e quindi rappresenta comunque una spesa importante per le famiglie.
Milano è la città più cara. Seguono Roma, Firenze e Bologna intorno ai 400 euro. Se si vuole risparmiare e scendere sotto i 300 euro bisogna andare a studiare a Bari, Catania e Palermo.

Ecco questa è la geografia dei costi. Anche se, secondo un’indagine del portale Idealista.it, la domanda di appartamenti per gli studenti è già cresciuta del 121% rispetto all’estate scorsa.

Contratti d’affitto per studenti universitari fuori sede

Valutate tutte le eventuali soluzioni abitative: l’affitto di un intero appartamento, la stanza singola oppure un posto letto, per gli studenti che si apprestano a cambiare città, cercando una sistemazione in questa giungla di prezzi, il districarsi nel mondo della contrattualistica non è sempre facile.

Tra speculazioni, illegalità e modalità di gestione impropria, spesso le famiglie subiscono vere e proprie batoste, con servizi tutt’altro che regolari. Tra i tipi di contratto possibili, contributi da versare, agevolazioni fiscali per inquilini e proprietari, proroghe, risoluzioni anticipate, subentri, si rischia di perdersi. Non aiuta la frammentarietà della normativa.

Va detto che è fondamentale essere ben indirizzati nella scelta del contratto più conveniente da sottoscrivere, a seconda delle molteplici opportunità (offerte) di alloggio nelle città universitarie e le ricerche (richieste) delle soluzioni abitative (casa/camera) a seconda delle esigenze dei giovani studenti.

Del resto, sia gli inquilini sia i proprietari di casa hanno a disposizione molteplici tipologie di contratti di locazione per regolare i rapporti tra di loro. Da un lato questa varietà di tipologie d’affitto – che la legge italiana ammette e disciplina – assicura agli inquilini la possibilità di sottoscrivere contratti in linea con le loro esigenze abitative; dall’altro, permette ai proprietari di scegliere la forma che meglio si integra con i loro redditi.

Fermo restando che, la presenza di un regolare contratto di affitto per studenti universitari fuori sede, sia per una casa che anche per una singola stanza, è funzionale alla limitazione del fenomeno dell’evasione fiscale.

E attenzione sempre alle truffe perché su internet si trova di tutto.

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